L’opera qui esposta è un contributo di Cmax, Ginepuff e Selene.
Il Ricevimento
Rausten stava aspettando il momento giusto per uscire, sbirciando dalle balaustre la festa
sottostante, dopo aver scostato una delle tende blu.
Il grande Salone non aveva mai accolto evento più maestoso: il primo anniversario
dell’Incoronazione, al quale erano invitati tutti coloro che avevano ricevuto almeno un titolo, vero o
anche solo fittizio. Non che fosse difficile. Per ottenere un titolo era sufficiente sottoscrivere un
abbonamento al fan club dell’Imperatore; Rausten adorava creare titoli sul momento quando
qualcuno si iscriveva.
Osservava la folla di sotto.
Ai due capi della stanza c’erano le sue fidate Generali, 94 e Taky, che tenevano d’occhio la sala,
particolarmente in allerta dopo il mancato attentato dell’IA.
Tra i camerieri scorse le due guardie con più anzianità, Sgabbit e Brix, sotto copertura.
Vicino al buffet c’erano Karasu, Corvo Imperiale e Ministro delle Comunicazioni, e Avalon
Landing, il Comandante dell’Esercito, che sparlavano di una coppia poco distante. Cmax, Ministro
del Tesoro (che aveva trovato gli sponsor per finanziare la serata) e Ginepuff, la Memoria Storica,
che portava in un marsupio la loro primogenita SeleneLuna, al debutto in società.
Rausten si godeva lo spettacolo, quando a un certo punto un urlo improvviso lo fece sobbalzare.
“Ma che bella festa, quasi meglio del sesso!”
Guardò verso il portone; eccola lì, che entrava nel Salone.
Era la proprietaria del più grande postribolo dell’Impero, vestita in modo decisamente troppo
succinto per l’occasione.
Rausten alzò gli occhi al cielo e capì che era arrivato il momento di scendere.
Andò incontro alla nuova arrivata.
“Madame Sassolino, non pensavo sareste venuta”
“Io vengo SEMPRE, Imperatore”
“Ma certo Madame Sassolino, ci mancherebbe, godet… ehm, passate una buona serata”
Rausten era genuinamente sorpreso di vedere Rospo Sassolino: il suo rancore verso l’Impero era
noto, a causa dell’editto che regolarizzava le case di piacere, mettendo ordine a un mercato che fino
a quel momento era un vero e proprio bordello.
Questo però aveva portato a una forte riduzione degli affari di Rospo Sassolino, ora limitati dai
confini della pubblica decenza. Per non parlare poi dell’ingente aumento nella tassazione.
Rausten venne strappato dai suoi pensieri quando sentì un’inconfondibile voce, che gli fece
mancare un battito.
“Bonsuar, Imperatore”
Si girò, percependo un rivolo di sudore scivolare sotto la maschera.
“Buonasera, Mastro Pingu”
Questi lo osservava senza parlare, aspettandosi forse qualcosa.
Rausten, cercando di colmare quell’imbarazzante silenzio, disse: “Ho notato che la vostra streak di
ascolto delle trasmissioni radiofoniche si è interrotta, Ginepuff e Sgabbit ne sono rimasti molto
sorpresi”
“Non sono stato di certo io il primo a interrompere una streak, Imperatore” disse Pingu, a denti
stretti.
“Da quanto tempo non venite a vedere il mare?”
Rausten deglutì sonoramente, l’accusa non era peregrina, in effetti era diverso tempo che aveva
modificato il percorso durante i suoi “giretti notturni”.
L’Imperatore venne salvato da un rumore improvviso di vetri infranti.
Brix, cameriere sotto copertura, ma non di certo per vocazione, era inciampato, rovesciando diversi
bicchieri di champagne sulla nobile Synix, rovinandole così il vestito elegante che si era messa
apposta per scendere dalle montagne.
“Disgraziato, ora sono tutta bagnata”
“E ti lamenti pure?!” urlò Rospo Sassolino dalla parte opposta del Salone.
Quando tornò la calma, Rausten si girò, ma Pingu era sparito.
La serata proseguì senza ulteriori intoppi, se si ignora l’ennesima diatriba tra Ginepuff e Karasu,
che accusava la sua rivale di aver truccato i risultati della loro sfida in corso.
Poco prima dell’arrivo della torta, Rausten venne avvicinato dal nobile Nonnaccio della casata
Hentai.
“Imperatore, se permettete, una parola”
“Ma certo, Lord Hentai, sono sempre disposto ad ascoltare la saggezza di chi ha tanta esperienza
come voi”
Le profonde rughe sul volto di Nonnaccio si tirarono in un’espressione di genuina sorpresa.
“Imperatore, ma io ho 25 anni”
Rausten rise, Nonnaccio era proprio una sagoma.
“In ogni caso, mio Signore, la mia servitù mi ha detto di aver sentito delle voci. Qualcuno stasera
potrebbe attentare alla vostra vita”
Il sovrano lo guardò, preoccupato, ma non sorpreso.
“Grazie Lord Hentai, la vostra devozione all’Impero non sarà dimenticata, neanche per i vostri
nipoti”
“Ma quali nipoti? Sono ancora scapolo io, ho 25 anni!”
Rausten rise, che sagoma!
Arrivò la torta, una vera e propria opera d’arte. Ebanista, per la precisione. Era tutta nera.
“Maestà, la Capa Cuoca Emily si è superata questa volta” disse Annetta, che se ne intendeva di
cucina.
“Invero” rispose Rausten, guardandosi nervosamente attorno.
La Generale Taky prese parola
“Alleati e alleate, quest’oggi celebriamo il primo genetliaco dell’Impero. Alzate i vostri calici di
Raustello e uniamoci in un brindisi. Lunga vita allo nostro Imperatore!”
“Una pizza?” urlò Sgabbit.
“Certo!” rispose l’intero Salone di rimando.
“Imperatore, sopra di voi!”
Brix si lanciò su Rausten, spostandolo dalla traiettoria del lampadario che gli stava cadendo
addosso.
Il cristallo si infranse fragorosamente sul pavimento e alcune schegge ferirono lievemente le
persone più vicine.
I due si ritrovarono a terra, uno sopra l’altro, affannati.
Brix si scostò, mettendoci forse qualche secondo di troppo.
“Grazie Brix, ti devo la vita. Come potrei mai ringraziarti?”
“Be’ Imperatore, un modo ci sarebbe…” sussurrò Brix, ancora senza fiato
“A parte quello, ovviamente!”
“Allora nulla Imperatore, ho fatto solo il mio dovere” disse Brix, con tono sconsolato, prima di
perdere i sensi.
L’Imperatore notò solo allora le molte schegge conficcate nella sua schiena.
“Presto, un dottore!”
LaSignoraOstetrica si fece avanti e ordinò di portare via Brix.
“Faremo il possibile, Imperatore”
Mentre tutti gli ospiti osservavano attoniti i resti del lampadario distrutto, Emanuele, quello con la
E, capì subito che non era stato un incidente.
Lui era un esperto di oggetti da lancio e la corda del lampadario era stata chiaramente tranciata da
una lama scagliata da qualcuno. Intuendo subito la traiettoria, si voltò di scatto verso il punto da cui
era partito il lancio e vide una persona allontanarsi con aria colpevole.
“Guardie, l’attentatore è Lord MacGuffin, fermatelo!”
Il nobile si arrese subito.
“Lord MacGuffin, ti dichiaro in arresto con l’accusa di tentato imperaticidio multiplo” esclamò la
Generale 94.
“Multiplo?”
“Non fingere, sappiamo tutto della tua Intelligenza Artificiale!”
“Ma cos…”
“Basta così!” esclamò Rausten.
“Gettate MacGuffin nelle segrete, mentre mediterò sulla sua punizione”
“Ma poi, chi è questo MacGuffin?” chiese Rausten ai presenti.
“Non lo so Imperatore, è la prima volta che lo vedo, sarà un troll” rispose Yona.
Gli ospiti stavano abbandonando il Salone velocemente, d’altra parte nulla diceva “la festa è finita”
come un tentato omicidio.
Una figura incappucciata nell’ombra osservava il colpevole scortato nelle segrete.
Era sollevato, il suo amato Imperatore era uscito illeso da quel goffo tentativo di assassinio; inoltre,
la fortuna girava in suo favore, perché stavano accusando MacGuffin anche del precedente
“attentato”, quando invece era stato lui a mandare quell’IA. Per rapire, non per uccidere.
Nessuno avrebbe sospettato di lui: era arrivato il momento di organizzare la sua prossima mossa.
La figura si girò e si incamminò verso l’uscita.
Incrociò una guardia.
“Buona notte, Sgabbit, ricordati di bere tanta acqua”
“Buona notte a voi, Mastro Pingu”